05 luglio 2017

Quella dannata dichiarazione d'indipendenza anarchica

Quando, nel corso dello sviluppo umano, le istituzioni esistenti si dimostrano inadeguate ai bisogni dell'uomo, quando esistono esclusivamente per schiavizzare, derubare e opprimere l'umanità, il popolo ha l'eterno diritto di ribellarsi e rovesciare quelle istituzioni.
Il mero fatto che queste forze - nemiche della vita, della libertà e della ricerca della felicità - siano rese legali dagli statuti della legge, santificate da diritti divini e sostenute dal potere politico, non giustifica in alcun modo la loro esistenza.
Crediamo queste verità evidenti: che tutti gli uomini, senza distinzione di razza, colore o sesso, nascano con lo stesso diritto di compartire la mensa della vita, che per garantire questo diritto debba essere stabilita, fra gli uomini, piena libertà economica, sociale e politica. Crediamo inoltre che il governo esista solo per mantenere particolari privilegi e diritti di proprietà; che costringa gli uomini alla sottomissione e li derubi pertanto della dignità, del rispetto, della vita.
La storia dei sovrani d'America, il capitale e l'autorità, è storia di crimini ripetuti, di ingiustizia, oppressione, oltraggio e abusi, tutti tesi alla soppressione delle libertà individuali e allo sfruttamento del popolo. Un paese vasto, così ricco da poter agevolmente fornire ai suoi figli ogni possibile agio e assicurare benessere a tutti, è nelle mani di pochi, mentre milioni sono alla mercé di arraffatori di ricchezze, legislatori privi di scrupoli e politicanti corrotti. Vigorosi figli d'America sono costretti a mendicare per il paese alla vana ricerca di qualcosa da mangiare e molte sue figlie sono sospinte sulla strada, mentre migliaia di bambini vengono sacrificati sull'altare di Mammona. Il regno di questi sovrani costringe gli uomini nella schiavitù del bisogno, perpetuando povertà e malattie, mantenendo crimine e corruzione; opprime lo spirito di libertà, soffoca la voce della giustizia, degrada e opprime l'umanità. È impegnato in continue guerre e massacri che devastano il paese e distruggono le migliori e più raffinate qualità degli uomini; nutre superstizione e ignoranza, semina pregiudizio e conflitto e trasforma la famiglia umana in un accampamento di Ismaeliti.
Pertanto noi, uomini e donne che amiamo la libertà, coscienti della grande ingiustizia e brutalità di questo stato di cose, ardentemente e arditamente dichiariamo che ciascun individuo ha diritto di essere libero, di essere il padrone di se stesso e di poter godere del frutto del proprio lavoro. Affermiamo che gli uomini sono affrancati da ogni fedeltà verso questi sovrani e che ogni essere umano ha, per il solo fatto di esistere, libero accesso alla terra e a tutti i mezzi di produzione e piena libertà di disporre dei frutti dei propri sforzi. Dichiariamo che ogni individuo ha l'indiscutibile diritto di libera e volontaria associazione con altri ugualmente sovrani individui per motivi economici, politici, sociali e di altro genere e che, per poter conseguire tali obiettivi gli esseri umani debbano affrancarsi dall'idea che la proprietà privata sia sacra, dal rispetto delle leggi scritte dagli uomini, dalla paura della chiesa, dalla codardia dell'opinione pubblica, dalla stupida arroganza di ogni idea di superiorità basata su nazione, razza, religione o sesso e dal puritanesimo.
Fermamente convinti della naturale tendenza degli esseri umani a mescolarsi armoniosamente fra loro, gli amanti della libertà con gioia consacrano la loro devozione senza compromessi, le loro energie, la loro intelligenza, la loro solidarietà e le loro stesse vite al sostegno di questa Dichiarazione.
- Emma Goldman
traduzione di Santo Barezini via A - Rivista anarchica

30 giugno 2017

La Calabria guarda il cielo d'estate

Due le principali iniziative astronomiche dell'estate: l'Asteroid Day odierno e gli Occhi su Saturno che, a partire da domani, porteranno gli italiani ad alzare gli occhi verso il Signore degli Anelli.
Anche la Calabria sarà coinvolta in queste iniziative. In particolare per l'Asteroid Day il Planetario Pythagoras di Reggio Calabria ha organizzato una serata osservativa con conferenza (Asteroidi: piccoli, brutti e... cattivi?) che inizierà alle 21:00
Serata astronomico-osservativa a occhi nudo e con l’ausilio dei telescopi dal piazzale antistante il Planetario: telescopi puntati sulla Luna (al primo quarto), Giove, Saturno, e le meraviglie del cielo d’estate. La Cittadinanza tutta è invitata a partecipare. L’ingresso è libero, gratuito e non richiede alcuna prenotazione.
Sempre il Planetario Pythagoras sarà uno dei protagonisti degli Occhi su Saturno con un evento non molto differente domani 1 luglio sempre alle 21:00
Conferenza introduttiva: "Saturno, il signore degli anelli"
Video a tema con l'ausilio del planetario digitale full dome per mezzo di un proiettore fish-eye.
Infine altre serate osservative a Girifalco e a Conflenti.

06 giugno 2017

Davanti alla sedia elettrica

Il caso di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti continua ancora oggi, nonostante la riabilitazione del 23 agosto 1977 da parte dell’allora governatore del Massachusetts Michael Dukakis, a generare discussioni, almeno negli Stati Uniti. Risulta però abbastanza emblematico di un fatto puro e semplice: quando lo stato ritiene che qualcuno sia un suo nemico, si attiva per distruggerlo.
Il modo migliore per esaminare la vicenda è quello di leggere i documenti prodotti all’epoca e in particolare questo Davanti alla sedia elettrica di John Dos Passos.

Giustizia per Sacco e Vanzetti

I due italiani erano entrati nel mirino delle istituzioni statunitensi a causa del loro essere anarchici (oltre che italiani). D’altra parte era un periodo abbastanza burrascoso, quello, con molte proteste dei lavoratori, spesso guidati proprio da anarchici italiani. Quando vennero arrestati su un tram, entrambi in possesso di una pistola, le autorità stavano cercando gli autori della rapina avvenuta alcuni giorni prima a South Braintree. In quell’occasione erano stati rubati i soldi destinati alle paghe degli operai del calzaturificio Slater and Morrill, e nello scontro a fuoco erano morti il cassiere e una guardia giurata.
Contro di loro, nonostante l’ottima integrazione nelle comunità locali tanto da generare una serie di testimonianze a favore assolutamente spontanee (oltre che una serie di alibi, di cui quello di Sacco coinvolgeva i dipendenti dell’Ambasciata italiana a Boston!), giocarono un ruolo fondamentale: la necessità di risolvere in fretta il caso; il forte desiderio da parte dei controllori di allontanare due elementi indesiderati come Sacco e Vanzetti; la loro ideologia anarchica; la più o meno radicata diffidenza nei confronti del diverso (all’epoca italiano in particolare).
E’ interessante, in questo senso, osservare, come fa Dos Passos, che persino l’associazione degli avvocati, che ci teneva a sottolineare la sua distanza dalle idee libertarie, produsse una lunga lettera per protestare contro un procedimento che calpestava i diritti a un giusto processo di Sacco e Vanzetti.
Dos Passos, ad ogni modo, dopo aver prodotto alcuni documenti istituzionali, inizia un racconto dettagliato ma appassionante nello stile, al tempo stesso ironico e di denuncia, che di fatto elimina nel lettore qualunque dubbio nei confronti dell’innocenza dei due anarchici.
In questo senso è stato divertente per me confrontare Davanti alla sedia elettrica con Le vite di Sacco e Vanzetti di Rick Geary. Il fumettista statunitense ha ricostruito dettagliatamente la vicenda dei due italiani, ma alla fine non sembra egli stesso riuscire a convincersi completamente della loro innocenza, pur ricordando (a differenza di Dos Passos) che persino le istituzioni italiane, rappresentate da Benito Mussolini (che è da considerarsi un traditore delle idee libertarie), fecero pressioni su quelle statunitensi per ottenere una revisione del processo o almeno la grazia.
Ecco: la forza di Dos Passos sta nella passione con cui ha difeso la causa di Sacco e Vanzetti e nella lucidità con cui ha mostrato i motivi per cui i due italiani meritavano fiducia e credibilità.

04 giugno 2017

I signori del silicio, la fine del mondo e altre storie

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
L'Associazione Culturale Verde Binario / Museo Interattivo di Archeologia Informatica (MIAI), per il ciclo di iniziative #warmup #hackit2017 è lieta di invitarVi alla presentazione del talk di Evgeny Morozov (con una introduzione di Flavia Lisotti e Sergio Niger):
I signori del silicio, la fine del mondo e altre storie
, Lunedi 5 Giugno 2017 ore 18:00 presso la Libreria Ubik, Via XXIV Maggio 49/P, Cosenza, e in streaming su: MalaNova.
Il talk partirà dall'ultimo libro di Evgeny Morozov, Silicon Valley, i signori del silicio (ed. Codice, 2016), per discutere le dinamiche del capitalismo digitale contemporaneo, evidenziandone le caratteristiche principali (estrazione rapace dei dati, rapida ascesa di piattaforme monopolistiche) e le conseguenze in termini di ineguaglianza economica e sociale. Il luminoso futuro propagandato dalla Silicon Valley e dai suoi cheerleader nella classe politica è lontano dal realizzarsi. Al contrario, la seducente promessa di emancipazione attraverso l'attuale modello di servizi online nasconde l'emergere di un neo-feudalesimo in cui poche piattaforme tecnologiche accumulano un immenso potere e, progressivamente, determinano la trasformazione dello stato sociale. L'ascesa della Silicon Valley può essere compresa solo attraverso la lente della geopolitica - largamente contrassegnata da una lunga egemonia nordamericana - e prendendo in considerazione tutte le trasformazioni strutturali all'interno del capitalismo stesso.
Evgeny Morozov è l'autore di The Net Delusion and To Save Everything, Click Here. Una sua rubrica è pubblicata mensilmente su The Observer (UK), Süddeutsche Zeitung (Germania), El Pais (Spagna), Le monde diplomatique (Francia), Internazionale (Italia) e in molte altre testate giornalistiche. In passato, suoi articoli sono apparsi su The New Yorker, The New York Times, The Wall Street Journal, Financial Times, e su altre importanti pubblicazioni internazionali, tra cui, in Italia, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore e La Repubblica. Già editorialista per The New Republic, ha collaborato con le università di Georgetown e di Stanford, con le fondazioni Open Society e New America Foundation, e con la American Academy di Berlino. Il suo ultimo libro tradotto in italiano e' Silicon Valley: i signori del silicio.
in collaborazione con - Museo dell'Informatica Funzionante (MusIF) - Palazzolo Acreide (SR)
- Dyne.org Foundation - Amsterdam

01 maggio 2017

Le origini del 1° maggio


Bandiera della federazione americana del lavoro, via @PrSvernagovich

Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all'ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick. La polizia, chiamata a reprimere l'assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Per protestare contro la brutalità delle forze dell'ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell'Haymarket Square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando da una traversa fu lanciata una bomba che provocò la morte di sei poliziotti e ferendone una cinquantina. A quel punto la polizia sparò sui manifestanti. Nessuno ha mai saputo né il numero delle vittime né chi sia stato a lanciare la bomba. Fu il primo attentato alla dinamite nella storia degli Stati Uniti.
Il 20 agosto 1887 fu emessa la sentenza del tribunale: August Spies, Michael Schwab, Samuel Fielden, Albert R. Parsons, Adolph Fischer, George Engel e Louis Lingg furono condannati a morte (in seguito a pressioni internazionali la condanna a morte di Fielden e Schwab fu commutata in ergastolo; il cancelliere Otto von Bismarck proibì tutte le manifestazioni in favore degli accusati di Haymarket); Oscar W. Neebe a reclusione per 15 anni. Otto uomini condannati per essere anarchici, e sette di loro condannati a morte.
L'11 novembre 1887 furono impiccati a Chicago. Le ultime parole pronunciate furono:
  • Spies: «Salute, verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte!»
  • Fischer: «Hoch die Anarchie!» (Viva l'anarchia!)
  • Engel: «Urrà per l'anarchia!»
  • Parsons, la cui agonia fu terribile, riuscì appena a parlare, perché il boia strinse immediatamente il laccio e fece cadere la trappola. Le sue ultime parole furono queste: «Lasciate che si senta la voce del popolo!»
(via Wikipedia)